LA
PITTURA FANTASTICA E SURREALE DI NUNZIO LOBASSO
di
Gaetano Cristino
Le opere recenti di Nunzio Lobasso rivelano un artista attento alla
pittura del fantastico e del surreale e a quella particolare suggestione
(e straniamento) che deriva dalla scomposizione del reale, dalla sua
riduzione a forme geometriche, segmenti e mezzelune, ferme o in movimento,
e dalla ricomposizione dei frammenti in figure altre, in
apparizioni di soggetti/oggetti che si muovono e addensano sulla superficie
in maniera inconsueta, magica e candida, tragica e giocosa, rivelando
e mettendo a nudo ambiguità, allusioni, desideri, tensioni, nostalgie.
Lelemento che dà forza a queste sue raffigurazioni, insieme
al colore, vibrante per luso degli sfregazzi e delle sovrapposizioni,
è il segno, marcato, largo, scuro, spesso inciso, scavato nel
supporto, quando questo è ligneo, che sottolinea una miriade
di invenzioni ove più ove meno ammiccanti al reale ma tutte affioranti
dal fondo senza artifici prospettici, in un equilibrio compositivo,
sia quando la costruzione è sulla diagonale sia quando è
frontale, che è sostanzialmente classico.
I segni e il colore vengono così a comporre, tra le altre figurazioni,
corpi di donna senza volto e senza braccia dove vengono esaltati gli
attributi sessuali, il delta del pube e il seno, con i capezzoli che
fungono da occhi, quasi a ricostruire un volto geometrizzato, privo
di individualità, che può essere letto secondo la lezione
magrittiana de Lo stupro, della donna come puro oggetto di desiderio,
o altrimenti, in positivo, come esaltazione dellarchetipo della
magna mater, della fonte di vita.
Il riferimento alla donna è costante nellopera di Lobasso:
luomo malinconico e pensieroso, cappello e barba a punta, col
capo reclino, che guarda losservatore coi suoi grandi occhi ha
in realtà in mente una donna, anchessa sfumata nel volto,
quasi che il dolore per la distanza (realizzata questa con un bellartificio,
giustapponendo sullo stesso piano bidimensionale, alla maniera bizantina,
la figura grande a quella piccola) cominci ad attenuarsi, ed una donna
è racchiusa nel prisma de Il rispecchio, e donne sinuose e belle
sono ritratte coi capelli giullareschi o con i segni della maternità,
ed ancora donne, ridotte a pura astrazione segnica sono quelle viste
nel dinamismo di un allenamento ginnico. Ed è proprio a partire
da questa attenzione al corpo femminile che Lobasso riesce a costruire,
in più di una circostanza, segni-simboli (cerchi e triangoli
animati da occhi) che diventano una vera e propria cifra stilistica,
con la quale compone immagini sempre diverse, che lo rende immediatamente
riconoscibile. Come riconoscibile lo rende quella patina lucida che
spesso copre i suoi dipinti (Lobasso si è anche cimentato con
la ceramica e con larte del vasaio) quasi a voler distanziare/proteggere
i suoi personaggi e le sue invenzioni figurali dalla crudezza della
realtà. Ma è soprattutto la capacità di far interagire
la nettezza della linea e la poesia del colore, che attenua e rende
gradevole anche le figure più complesse e grottesche, che fa
di Nunzio Lobasso un artista che ormai articola un proprio ed originale
linguaggio pittorico.
Gaetano Cristino, Critico d'Arte